Ad ognuno il suo posto

jekoland

E’ quando si procede lentamente e la percezione del mondo lascia la scia che ci si meraviglia. Alle volte è una piccola, quasi impercettibile, sensazione di gioia a far capolino in un copione che recita le nostre battute dal primo giorno che siamo venuti al mondo.

Mi viene da pensare a quel treno che tutti aspettano, perennemente in ritardo o forse invisibile, un treno che immagino semi vuoto, con passeggeri fantasma obbligati a restare. Io quel treno non lo voglio aspettare, anzi vi dirò che ho sempre sospettato che i treni corrano troppo. Dai finestrini sporchi i paesaggi diventano d’acquerello, un disegno confuso, liquido, troppo bagnato; io non so colorare con gli acquerelli!

Preferisco le matite, i colori ad olio al massimo, quelli che fanno fatica  a venir via una volta impiastricciate le mani, perché bisogna impiastricciarsi con la vita, o no?

Il mio posto me l’ha suggerito il vento…

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